Stufe, caldaie e termocamini a legna, pellet e cippato: come funzionano e i vantaggi economici

Sul mercato italiano oramai è diventata sempre più predominante la scelta di riscaldare la propria casa attraverso l’utilizzo delle stufe o caldaie con l’utilizzo di legna, pellet o cippato.

Legno

Pellet

Cippato

Il costo di investimento iniziale rispetto alle caldaie tradizionali è più alto, ma il costo di esercizio e di rifornimento di combustibile è molto più basso e ciò, unito agli incentivi o alle detrazioni fiscali a cui si può accedere, fa si che il costo di investimento iniziale venga ammortizzato in pochissimo tempo.

Le caldaie a legna e a derivati hanno sicuramente due punti di vantaggio: il primo è che bruciare biomassa fa meno male al clima rispetto a bruciare metano o gpl, dato che la CO2 emessa è la stessa che la pianta ha assorbito crescendo. Il secondo è che, una volta recuperato l’investimento un impianto a biomassa vi è un risparmio che continua nel tempo slegato dall’andamento del prezzo di combustibili fossili, il cui prezzo sappiamo che è destinato ad aumentare.

Ma quando vale la pena pensare di scegliere questa soluzione impiantistica  e quali sono le tecnologie migliori?

La scelta del combustibile:  legna, pellet o cippato?

Innanzitutto bisogna distinguere le stufe e le caldaie in base ai tre tipi di combustibile disponibili: legna, cippato (cioè pezzettini di legno ricavati da scarti di segherie o da potature) e pellet.

Gli impianti a cippato convengono soprattutto per impianti medio/grandi: è l’ideale per sistemi centralizzati, come quelli per un condominio, o per reti di teleriscaldamento che collegano più edifici in quanto richiedono un grosso silos e un estrattore per lo stoccaggio del materiale.

Per impianti unifamiliari, specie se si ha accesso gratis o a poco prezzo al combustibile, una soluzione ottima è l’utilizzo della legna: le più moderne, quelle a gassificazione e a fiamma inversa arrivano a rendimenti anche sopra al 90%, hanno l’accensione automatica, sono modulabili e si interfacciano perfettamente con un termostato.

Le uniche accortezze che bisogna avere, e che richiedono costanza, sono la carica di legna, che va effettuata a mano una o due al giorno, la cenere che va svuotata regolarmente e la pulizia settimanale degli scambiatori (in quest’ultimo caso vi sono caldaie che hanno un automatismo che lo fa al posto vostro).

Per avere una stufa o caldaia a biomassa dimenticandovi di averla la soluzione migliore è quella a pellet: le più moderne sono completamente automatizzate, basta ricordarsi di svuotare regolarmente le ceneri di combustione e per il resto si gestiscono come una caldaia a gas.

Tra le tre tipologie di stufe illustrate di sicuro quella più apprezzata e commercializzata è quella a Pellet data la praticità a livello gestionale.

Per ultimo facciamo presente che è possibile utilizzare e bruciare anche residui di scarti quali ad esempio nocciolino, sansa, gusci di mandorle/noci/ pinoli ma bisogna utilizzare macchine adatte a questo scopo.
Ai seguenti link potrete scaricare degli speciali tecnici redatti dagli esperti del sito “Qualenergia” con approfondimenti sulle stufe e caldaie a pellet e a legna:

http://www.qualenergia.it/sites/default/files/articolo-doc/riscaldarsi-con-legna-e-pellet_speciale_ott2014.pdf

http://www.qualenergia.it/sites/default/files/articolo-doc/guida-pellet_speciale_qualenergia_ott2012_0.pdf

http://www.qualenergia.it/sites/default/files/articolo-doc/Stufe-caldaie-pellet_Speciale-Qualenergia_ottobre2011_0.pdf

Tecnologie e tipologie di impianti a biomassa a confronto

Prima di tutto, per scegliere la soluzione impiantistica migliore alle proprie esigenze, bisogna capire cosa vogliamo riscaldare e come lo vogliamo fare. In tal senso, le tipologie di riscaldamento che gli impianti a biomassa possono realizzare sono due:

  • ad aria: i prodotti ad “aria” permettono, tramite un opportuno sistema di canalizzazione, di diffondere in tutta la casa un calore sano e confortevole in più ambienti. È la scelta ideale nel caso di un bilocale, di un piccolo appartamento; ma permettono anche di riscaldare più stanze in una abitazione di medie dimensioni.
  • ad acqua (o idro): i prodotti ad “acqua”, invece, consentono la produzione di acqua calda per i radiatori e l’uso sanitario.

Sul mercato poi troviamo una vastissima scelta di prodotti che essenzialmente sono divisi in tre categorie:

  • stufe
  • caldaie
  • termocamini

.

Stufa

Caldaia

Termocamino

Le stufe a biomassa hanno taglie di potenza piccole che vanno da circa 7 kW fino ad arrivare a 16 kW, hanno dimensioni di ingombro ridotte e sono esteticamente molto belle in modo da essere posizionate senza problemi nei locali interni delle abitazioni. Quelle presenti in commercio sono principalmente con tecnologia ad aria data la taglia di potenza più bassa.

Le caldaie a biomassa coprono le taglie di potenza da 16 kW in su e possono essere sia ad aria che ad acqua. La maggior parte delle caldaie necessitano di un locale tecnico dove essere alloggiate, soprattutto quando sono ad acqua e hanno una serie di componentistiche aggiuntive per rendere efficiente l’intero sistema. Tuttavia ci sono caldaie con potenza più piccola che sono esteticamente belle e posizionabili nei locali vivibili dell’abitazione.

Infine si sta diffondendo sempre più la scelta di installare dei termocamini che, oltre che produrre calore nel medesimo modo delle stufe e caldaie, danno un tocco estetico alla casa estremamente apprezzato. Anche in questo caso sono disponibili caldaie ad aria o ad acqua.

La scelta tra le varie tipologie presenti dipende dalle caratteristiche della abitazione, dalle necessità del cliente e dal budget a disposizione.

Detrazioni Fiscali e Incentivi

Gli impianti a biomassa alimentati a legna, pellet o cippato, possono accedere a 3 tipologie di agevolazioni alternative tra loro:

  • Detrazione Fiscale del 65% (ex 55%): come illustrato nella guida agli interventi per il “Risparmio Energetico”, è possibile detrarre fiscalmente il 65% del totale della spesa sostenuta fino al 31 Dicembre 2019. Dal 1° gennaio 2020 l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale (del 36%) prevista per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie.
  • Detrazione Fiscale del 50%: come illustrato nella guida agli interventi per le “Ristrutturazioni Edilizie”, è possibile detrarre fiscalmente il 50% del totale della spesa sostenuta fino al 31 Dicembre 2019; dal 1 Gennaio 2020 tornerà, salvo nuove proroghe, al 36%.
  • Conto Energia Termico 2: è un metodo di incentivazione che prevede l’erogazione di un incentivo calcolato secondo specifici parametri e il cui valore dipende dai dati tecnici e di efficienza della macchina installata. E’ possibile visionare il testo del decreto cliccando qui.

Per accedere agli incentivi le macchine installate devono rispettare determinati requisiti stabiliti dal decreto (conformità a normative europee, rendimento minimo, limiti nei valori di immissioni, ecc.). L’importo dell’incentivo viene calcolato in base a formule specifiche stabilite dal decreto (per maggiori approfondimenti clicca qui: verrai reindirizzato al portale del GSE dedicato)

Grazie agli sgravi fiscali o agli incentivi statali che si possono ottenere, unito al risparmio economico reale nella gestione e rifornimento del combustibile (facilmente reperibile e a basso costo), scegliere di installare una stufa, una caldaia o un termocamino è una scelta vincente il cui costo si ammortizza nei primi anni di vita utile dell’impianto per poi garantire un risparmio costante negli anni a venire.

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