geotermia

Con il termine “geotermico” si indica ciò che concerne il calore della Terra. Da ciò si può più semplicemente affermare che la geotermia è lo sfruttamento del calore del suolo per la produzione di energia termica e/o elettrica. Possiamo suddividere la geotermia in due categorie:

  • geotermia ad “alta entalpia”, in cui vi è lo sfruttamento di anomalie geologiche o vulcanologiche e con la quale è possibile produrre, oltre che calore (utilizzato principalmente nelle strutture termali), anche elettricità (esempio significativo in Italia è lo stabilimento di Lardarello in Toscana)
  • geotermia a “bassa entalpia”, relativa allo sfruttamento del sottosuolo come serbatoio termico dal quale estrarre calore durante la stagione invernale ed al quale cederne durante la stagione estiva

La Tecnoenergia si occupa di impianti geotermici a bassa entalpia, che è quella “geotermia” con la quale qualsiasi edificio può riscaldarsi e raffrescarsi, invece di usare la classica caldaia d’inverno ed il gruppo frigo d’estate. Quello che questa tecnologia sfrutta è la temperatura costante che il terreno ha lungo tutto il corso dell’anno e che, normalmente, già ad un metro di profondità, è di circa 10-15 °C. Nei mesi freddi il calore viene trasferito in superficie, viceversa in estate il calore presente negli edifici viene trasferito al terreno. Questa operazione è resa possibile con le sonde geotermiche, attraverso il quale avviene il trasporto del calore, e con l’utilizzo di pompe di calore, che sfruttano la differenza di calore fra il terreno e l’esterno per assorbire calore dal terreno e renderlo disponibile. Maggiore è questa differenza migliore è il rendimento. Lo stesso impianto è poi utilizzato per raffrescare gli edifici, facendo funzionare la pompa di calore al contrario, quindi assorbendo il calore dalla superficie e trasferendolo al sottosuolo.

geotermia-disegno

Il trasferimento del calore dal sottosuolo alla superficie e viceversa avviene attraverso le sonde geotermiche: tubi ad U costituiti da materiali con alta trasmittanza termica nei quali passa un liquido che assorbe il calore e lo porta in superficie o nel sottosuolo. Le sonde geotermiche possono essere di due tipi:

  • verticali: la sonda scende nel terreno andando verso temperature più uniformi e necessita di idonei studi (svolti da società specializzate) per individuare sia la numerosità che la profondità delle perforazioni da realizzare, a seconda del tipo di terreno. Questo perché ogni terreno possiede delle caratteristiche di scambio termico proprie, che possono anche variare con la profondità, ed è quindi necessario uno studio approfondito delle caratteristiche del suolo dove si andranno ad installare le sonde prima di realizzare le perforazioni dove alloggiare le sonde stesse. Queste sonde hanno le prestazioni migliori rispetto a quelle orizzontali, ma di contro hanno i costi di realizzazione più elevati, dovuti principalmente alla necessità di realizzare perforazioni profonde e numerose, specie se il terreno ha scarse proprietà di scambio termico
  • orizzontali: qui è necessario un terreno sufficientemente pianeggiante nel quale i tubi vengono posati a seguito di un semplice scavo ad una profondità non elevata (da 1,5 m a un massimo di 5 m). Ovviamente secondo quanto esposto sopra la temperatura del suolo a questa profondità risulterà influenzata dalla temperatura esterna in modo molto più significativo che nel caso delle sonde geotermiche verticali. Tale svantaggio viene in parte compensato dalla riduzione di costo rispetto alle sonde verticali

Perché scegliere un impianto geotermico a bassa entalpia: vantaggi e incentivi

Scegliere un impianto geotermico vuol dire:

  • ottenere energia termica gratuita (eccettuato il consumo elettrico della pompa di calore) e indipendente dalle temperature esterne, che assicura un funzionamento dell’impianto per 365 giorni l’anno
  • costi di esercizio inferiori di circa il 60% rispetto a un sistema di riscaldamento con caldaia a metano
  • un unico sistema permette sia di riscaldare che di raffrescare l’edificio, eliminando i costi elevati per il condizionamento estivo
  • contribuisce alla riduzione delle emissioni di inquinanti e di CO2 in atmosfera
  • non inquina i terreni, poiché all’interno delle sonde geotermiche circolano liquidi frigoriferi antigelo completamente atossici
  • la pompa di calore geotermica è una macchina estremamente silenziosa, alla pari ad esempio di un frigorifero
  • l’assenza di processi di combustione e di canne fumarie riduce al minimo la necessità di interventi di manutenzione.

A ciò si unisce anche l’ulteriore importante vantaggio di poter accedere alla Detrazione Fiscale del 65% (ex 55%): come illustrato nella guida agli interventi per il “Risparmio Energetico”, è possibile detrarre fiscalmente il 65% del totale della spesa sostenuta per un impianto geotermico a bassa entalpia fino al 31 Dicembre 2016; dal 1 Gennaio 2017 si passerà al 36%, assimilandosi agli interventi per le Ristrutturazioni Edilizie.

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